Carpaccio di carne salata del Trentino con lamponi, rucola e schüttelbrot

Tra le vette maestose delle Dolomiti e i verdi pascoli alpini nasce uno dei piatti che meglio rappresenta l’anima del Trentino: il carpaccio di carne salata. Oggi voglio condividere con voi una mia interpretazione che esalta questa preparazione tradizionale attraverso un gioco di contrasti e armonie che celebra il territorio.

L’incontro dei sapori

La carne salata del Trentino è un canto antico della nostra tradizione gastronomica. A differenza del più noto bresaola valtellinese, questo salume tipico non viene affumicato ma semplicemente salato e aromatizzato, mantenendo una morbidezza e un colore rosso rubino che parlano di purezza e semplicità montanara.
Nel mio piatto, le fettine sottilissime di carne salata incontrano la freschezza acidula dei lamponi di montagna, raccolti nelle radure soleggiate dove il terreno ricco di minerali dona loro un profumo intenso e inconfondibile. Questo matrimonio apparentemente audace crea un’esperienza gustativa sorprendente: il sapore deciso e sapido della carne viene esaltato dalla nota fruttata dei lamponi, in un contrasto che risveglia il palato.

La danza delle consistenze

La rucola selvatica, con il suo carattere pepato e leggermente amarognolo, aggiunge una vibrazione vegetale che pulisce il palato e prepara all’incontro con lo Schüttelbrot – il tradizionale pane croccante altoatesino che ho voluto schiacciare grossolanamente per creare un elemento di texture che completa l’esperienza.
Ogni boccone racconta una storia diversa: la morbidezza serica della carne salata, la succosità dei lamponi che si schiudono al palato, la freschezza croccante della rucola e infine la fragranza rustica dello Schüttelbrot che riporta alle antiche tradizioni contadine delle nostre montagne.

Un piatto, mille sfumature

Ho completato questa composizione con un filo d’olio extravergine del Garda, che con la sua delicata nota fruttata crea un legame armonioso tra tutti gli elementi, e qualche scaglia di formaggio Trentingrana stagionato 24 mesi che, sciogliendosi lentamente, aggiunge una nota umami che amplifica ogni sapore.
Ciò che rende speciale questo piatto è la sua capacità di evocare il paesaggio trentino in ogni suo aspetto: la montagna austera nella carne salata, il sottobosco generoso nei lamponi, la forza primordiale della natura nella rucola, la tradizione contadina nello Schüttelbrot.

La semplicità come arte

Come in ogni mia creazione, anche in questo carpaccio ho cercato la via della semplicità. Non servono tecniche elaborate o ingredienti esotici quando si ha la fortuna di lavorare con materie prime che racchiudono in sé l’essenza di un territorio. Il mio compito è stato semplicemente quello di ascoltare questi ingredienti e metterli in dialogo tra loro, rispettandone l’identità e valorizzandone le caratteristiche.
Vi invito a provare questa combinazione nelle sere d’estate, magari accompagnata da un calice di Teroldego fresco di cantina. Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare tra i profumi e i sapori delle nostre montagne, in un viaggio sensoriale che è al tempo stesso ritorno alle radici e scoperta di nuovi orizzonti gastronomici.

Buon appetito!
Lo Chef Marino Rocco

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